Alluvione Barcellona Pozzo di Gotto – 22 -11 -11

Alluvione Barcellona Pozzo di Gotto – 22 -11 -11

Volevo sottoporre all’attanzione di tutte le persone che casaualmente o volontariamente passano per questo blog, questo video, un video pieno di offese, offese fatte a chi non le merita, e offese fatte da un apersona che viene da quel mio stesso e amato sud… leggete quanto scritto sotto.

LINK VIDEO

Ciccio,
ti scrivo a nome di tanti siciliani, e ti chiamo Ciccio perché anche tu sei siciliano, essendo nato a Catania.
Lo so che ti da fastidio, perché -avendo lavorato per 19 anni al Corriere della Sera e scrivendo da 10 anni per La Repubblica- probabilmente non ti piace essere chiamato “Ciccio”.
Magari, dopo tanti anni al Corriere, parli pure milanese, e Ciccio in milanese non suona bene.
Ma io continuerò lo stesso a chiamarti Ciccio, ok?
Dunque, Ciccio, voglio dirti che qui noi siamo indignati. Lo so che, proprio in questi ultimi tempi, è un termine inflazionato ma non ne trovo uno migliore per manifestarti il nostro sdegno per quello che hai detto nel tuo servizio sull’alluvione nel messinese.
Qui l’acqua avrebbe portato via il “mattone selvaggio e l’accozzaglia di laterizi”, mentre …dalle tue parti la natura malvagia avrebbe distrutto “i centri storici, lo spazio pubblico celebrato, la bellezza di città che sono storicamente costruite per piacere, per aiutare l’uomo a vivere e non a sopravvivere”.
Ciccio, ma che dici? La storia della tua terra (quella d’origine, intendo: la Sicilia) te la ricordi?
Ciccio, anche i nostri paesi hanno un centro storico: centri di antica tradizione, come Saponara: ti ricordi di Saponara, vero?
A Saponara l’acqua ha mandato giù un costone roccioso che ha sotterrato una casa, e -con la casa- ha sotterrato anche tre persone, e fra queste tre persone c’era un angioletto biondo di appena dieci anni.
Ah, …dimenticavo: quella casa non era abusiva: era una casa come la tua, forse meno ricca della tua, ma era comunque una casa, insomma una casa normale, non un’accozzaglia di laterizi.
A proposito del nostro bimbo annegato nel fango, …ecco, qui voglio ringraziarti per aver detto che “i bambini affogati sono uguali”. Almeno questo ce lo hai riconosciuto, Ciccio, …i nostri non sono figli di un dio minore, almeno quando affogano nel fango.
Grazie, grazie davvero.
“La forza dell’acqua distrugge sviluppo e sottosviluppo”. Naturalmente, lo sviluppo sta al Nord e il sottosviluppo è il nostro.
Ciccio, vuoi che partiamo da lontano?
E allora, mi permetto di ricordarti che nell’anno 1100, mentre dalle tue parti si brancolava nel buio del Medioevo, i Siciliani avevano il primo Parlamento della storia, il primo parlamento d’Europa.
Facciamo un bel salto e arriviamo al 1861.
In quegli anni -esattamente nel 1856- in occasione dell’Esposizione Internazionale di Parigi, Il Regno delle Due Sicilie ricevette il Premio come terzo Paese più industrializzato del mondo, dopo Inghilterra e Francia.
Il Meridione possedeva una flotta mercantile pari ai 4/5 del naviglio italiano, una flotta che era la quarta del mondo. Il Sud era il primo produttore in Italia di materia prima e semi-lavorati per l’industria. Avevamo circa 100 industrie metal meccaniche che lavoravano a pieno regime (era attiva la più grande industria metalmeccanica d’Italia). Avevamo industrie tessili, manifatturiere, estrattive. Avevamo, distillerie, cartiere. Avevamo la prima industria siderurgica d’Italia. Il primo mezzo navale a vapore del Mediterraneo (una goletta) fu costruito nelle Due Sicilie e fu anche il primo al mondo a navigare per mare. La prima nave italiana che arrivò nel 1854, dopo 26 giorni di navigazione, a New York, era meridionale, e si chiamava -guarda un po’!- “Sicilia”. La bilancia commerciale con gli Stati Uniti era fortemente in attivo e il volume degli scambi era quasi il quintuplo del Piemonte. Il cantiere di Castellammare di Stabia, con 1.800 operai, era il primo d’ Italia per grandezza e importanza.
Ancora: il tasso di sconto praticato dalle banche era pari al 3%, il più basso della Penisola; una “fede di credito” rilasciata dal Banco di Napoli era valutata sui mercati internazionali fino a quattro
volte il valore nominale. Il Regno Napoletano, fra tutti gli Stati italiani, vantava il sistema fiscale con il minor numero di tasse: ve ne erano soltanto cinque.
Tu, Ciccio, potresti dirmi: “acqua passata”. Potresti chiedermi come ci siamo ridotti così, oggi, …sottosviluppati.
Bene, …ti spiego: fin dal primo anno di unificazione, il neonato Stato italiano introdusse ben 36 nuove imposte ed elevò quelle già esistenti.
In appena quattro anni, la pressione fiscale aumentò dell’87%, ed il costo della vita ebbe un incremento del 40% rispetto al 1860, i salari persero il 15% del potere d’acquisto.
Dopo l’unificazione d’Italia, l’industria meridionale e persino l’agricoltura furono letteralmente abbandonate e penalizzate con una politica economica che favorì il Nord a danno del Sud, come risulta da un’inchiesta sulla ripartizione territoriale delle entrate e delle spese dello Stato voluta da Francesco Saverio Nitti (non l’abbiamo pagato noi, …giuro).
Per diversi decenni si verificò un continuo drenaggio di capitali dal meridione al Nord dovuto proprio ad una scelta di politica economica dello Stato, mentre sul piano delle imposte il Mezzogiorno e la Sicilia contribuivano in maniera di gran lunga superiore alle regioni del Nord.
Non andò meglio per i lavori pubblici, in quanto gran parte delle spese furono fatte nell’Italia Settentrionale e Centrale.
In sostanza il bottino dei Savoia fu veramente enorme, se si considera che il danaro trafugato dalle casse del “Regno delle Due Sicilie” ammontava a 443 milioni di lire oro, vale a dire due volte superiore a quello di tutti (dico tutti) gli Stati preunitari della penisola messi insieme; lo Stato savoiardo ne possedeva solo 20 milioni.
Questa è storia Ciccio, dunque non volercene se una politica assassina ci ha ridotto come siamo adesso.
Non dirci che siamo “sottosviluppati”, non ce lo meritiamo. Perché -vedi- la cultura siciliana non è da meno rispetto a quella dell’ormai “tuo” Nord.
Anzi…, a giudicare dal numero e dall’importanza dei cervelli che mandiamo a lavorare dalle tue parti, potrei osare di più, ma non mi va.
L’acqua, qui, porta via centri storici e persone esattamente come a Genova e come nelle Cinque Terre.
E a Barcellona i torrenti sono “tombinati” esattamente come a Genova.
Sai, Ciccio, i giornali arrivano anche qui, e noi li leggiamo.
E, se proprio la vogliamo dire tutta, anche a Genova c’erano case costruite nei greti dei torrenti: le abbiamo viste tutti in televisione: anche lì, dunque, “mattone selvaggio” e “accozzaglia di laterizi”?
Ascoltami, Ciccio: nella prossima estate, torna in Sicilia. Non ti chiedo di starci molto: quindici giorni a pensione completa. Fatti un giro, magari anche nella città che ti ha visto bimbo meridionale: Catania.
Scoprirai cose nuove.
Scoprirai che i siciliani non sono affatto rassegnati, sono incazzati neri.
E’ diverso.
Scoprirai che “le persone per bene” che pensano che il Sud sia solo violento-imprevedibile-inaffidabile-sprecone-confusionario-corrotto-mafioso-camorristico (come dici tu in una sorta di crescendo rossiniano), in realtà non sono persone per bene: sono degli idioti. Oppure dei delinquenti.
E mi dispiace se fra loro dovessero esserci amici tuoi: sempre idioti restano, o delinquenti che hanno interesse ad affossarci ancora di più.
Perché -vedi- se qui i mafiosi portano ancora la coppola, mentre al Nord portano la cravatta e magari hanno l’auto blu e la scorta, per noi non fa molta differenza.
Ripeto, i giornali li leggiamo anche qua.
…E quella “pietà diversa” di cui parli, Ciccio: ma ti sei ascoltato?
“La disgrazia di Genova fece esplodere gli animi e mettere mano al portafoglio”, mentre qui le disgrazie sarebbero solo “il prolungamento della normalità”. Qui è meglio “non dare perché elemosiniere d elemosinato rischiano di fare la stessa fine”. E, quindi, “aiutare il Sud potrebbe risultare pericoloso, fortemente pericoloso”.
No, Ciccio, ti sbagli.
La nostra normalità non è questa che dici tu. La nostra “normalità” ci è stata tolta proprio da quelle “persone per bene” di cui parli, quelle stesse che oggi vorrebbero farci “il ponte sullo Stretto” per finire di fregarci il poco che ci è rimasto.
Noi non siamo affatto rassegnati, Ciccio, e vogliamo riprendercela la nostra normalità.
La nostra normalità ha nome e cognome, anzi …nomi e cognomi, come Antonello da Messina, Vincenzo Bellini, Francesco Maurolico, Finocchiaro Aprile, Alessandro Scarlatti, Filippo Juvara, Luigi Pirandello, Giovanni Verga, Lucio Piccolo, Tommaso Cannizzaro, Bartolo Cattafi, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Renato Guttuso, Ettore Majorana, Vittorio Emanuele Orlando, Salvatore Quasimodo, Leonardo Sciascia, Vann’Antò’.
La nostra normalità ha luoghi che si chiamano Mozia, Segesta, Selinunte, Piazza Armerina, Naxos, Siracusa, Monreale, Taormina, Erice, Agrigento, Noto: tutti con i loro “centri storici”, come Messina, e -perché no- come Barcellona e come Saponara.
Noi conserviamo la cultura dei nostri padri. Noi conserviamo le tradizioni di questi luoghi.
Non siamo rassegnati, siamo orgogliosi (oltre che incazzati).
E se i nostri Gattopardi sono stati sbranati dalle iene e dagli sciacalli, come aveva previsto il Principe di Lampedusa in tempi non sospetti, beh …verrà il momento del riscatto.
Noi ci crediamo, dobbiamo crederci.
E, per tornare alla tua “pietà diversa”, sappi che questo tipo di pietà non ci interessa. Noi vogliamo solo difendere i nostri diritti, vogliamo solo il nostro, quello che ci spetta.
Siamo noi che abbiamo pietà, pietà per gli oppressi, per i vinti, pietà per chiunque soffra.
E siamo ancora noi che abbiamo, legittimamente, dei pregiudizi. Da oggi nutriamo pregiudizi anche nei tuoi confronti e nei confronti del tuo giornale.
E se non riesci a fartene una ragione, se non riesci a pensare di dovere chiedere scusa, allora davvero hai voluto rinnegare le tue origini, le tue radici, la tua storia.
Ciao Ciccio.
Lettera aperta a Francesco Merlo

 

 

Aggiornamento 23.40

A Barcellona s spala ancora. Mi è stato rierito che servono vanghe e stivali, insieme agli amici di Twitter ne abbiamo recuperati un paio, ditemi dove si possono fare arrivare (riferimento https://twitter.com/#!/carmenspinny )
http://www.facebook.com/pages/U-Baccialunisi/117964928245093
 
 

Aggiornamento 15.13

Aiuti, subito. Anche il Catania scende in campo per dare una mano concreta alle famiglie del Messinese colpite dall’alluvione. Oggi pomeriggio, la società, ha comunicato la decisione di donare una parte dell’incasso della prossima partita casalinga (Catania-Cagliari del 4 dicembre, con inizio alle 12.30) alle famiglie degli alluvionati. Lo ha annunciato l’amministratore delegato del Catania Pietro Lo Monaco, che fra l’altro risiede a Villafranca Tirrena, nella zona colpita dalla pioggia torrenziale delle scorse ore. “Le piogge sono state notevolissime – ha dichiarato Lo Monaco – non solo Saponara, ma Villafranca Tirrena, Barcellona, Milazzo. Non riusciamo con le infrastrutture che abbiamo ad arginare questo nuovo tipo di situazione. Vorrei che ci fosse una corsa seria da parte dello Stato e di associazioni varie per fare in modo che si possa ripristinare la vita normale in quelle zone. La cosa grave è che ci sono stati dei morti, non si può morire così”. QUESTO SI CHE E’ UN ESEMPIO PER TUTTI!

Aggiornamento 12.49

L’acqua del sud non si vede! Polemiche sul web

Donate!

Arci Sicilia per la raccolta fondi
IBAN IT 38 E 05018 04600 000000 140686
intestazione da inserire nel bonifico e causale: raccolta fondi per alluvionati del messinese

Aggiornamento 24/11 ore 10.37

Si spala ancora

Aggiornamento ore 00.23
Stiamo ancora spalando..ma considerando che siamo tutti vivi va tutto bene..questo è quello che mi dicono i miei amici, che da questa mattina sono in giro per quel che resta delle strade di Barcellona a spalare fango. Manca l’acqua, chiuso acquedotto per infiltrazioni fognarie. Aiutate questo bel posto!

Aggiornamento ore 15.57

http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2011/11/23/alluvione_messina_social_network.html

Intanto per le vie Barcellonesi la gente continua a spalare e ad aiutarsi, forza Barcellona!

Aggiornamento ore 10.51

A Barcellona all’attezza di via kennedy sono senza acqua n’è luce e c’è una perdita di gas.. tocca rimboccarsi le maniche, nessuno credo che li aiuterà..Forza Barcellona, mostra la tua parte migliore.

Ciao a tutti ragazzi, mi sembra doveroso diffondere sul mio blog quanto ho appreso oggi dai miei conterranei e dalla mia famiglia, ma non DALLA NOSTRA TELEVISIONE NAZIONALE. Oggi durante questa lunga giornata, per me che stavo a 800km di distanza e per tutta la mia gente che stava nel fango e nell’acqua è stata una giornata lunghissima, che mi ha fatto ricordare quanto noi del sud, come tutti i sud del pianeta siamo esclusi dal mondo. Non voglio fare polemica e retorica, ma vorrei che questo bel paese, che tanto predica la solidarietà, non tratti la gente che lo ha trscinato e fatto rinascere, come bestie senza padrone, come cani randagi. Caro bel paese, che vieni a riprenderti l’anima al sul, in estate quando hai bosogno del mare e del sole, sappi che oggi la MIA terra, la SICILIA, è stata lacerata da un alluvione, pari a quello che è successo poco meno di un mese fa in un altro luogo d’Italia, più fortunato a quanto pare. Non esistono alluvionati di serie A e di serie B. Quindi fate il vostro dovere, ed aiutate questa gente! Vi posso garantire che fa male vedere il posto al quale si appartiene sommerso di acqua e fango.

Questo è un pensiero per la mia gente

Qualunque cosa possa accadere ai Siciliani,
essi lo commenteranno con una battuta di spirito….

Cicerone
In Verrem – Actio Secundae – Liber Quartus

Alluvione Barcellona Pozzo di Gotto Video

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4 pensieri riguardo “Alluvione Barcellona Pozzo di Gotto – 22 -11 -11

  1. Gent.ma Carmen,
    sono Orazio Cannistraci da Barcellona, solo oggi essendo a casa con una lussazione alla spalla dx, dovuta allo sprofondamento di una gamba in un tombino disgraziatamente aperto, vicino alla ns. attività artigiana, dove dal giorno dell’alluvione abbiamo spalato fango, ho avuto modo di vedere
    il video del ns conterraneo, voglio complimentarmi per la risposta data e niente, per fortuna le persone intelligenti anche al Nord sanno riconoscere l’onestà, il valore, l’inventiva e la creatività di noi siciliani, io personalmente posso dire di avere avuto tanti riconoscimenti nel corso degli anni.
    Conclusione: si dovrebbe vergognare e scusarsi pubblicamente chi dice certe cose, ci sarà
    pure qualche opera abusiva così come in tutt’Italia, ma dire che tutto quanto è così no, è una
    falsità grossolana.
    Ciao a tutti e forza Barcellona.

    1. Buongiorno Orazio,
      mi dispiace per la tua spalla, spero guarirai presto. Ti ringrazio, ho vissuto il dramma da lontano, vivo a Roma, ma la mia famiglia sta la, a pochi metri dal torrente Longano. Per il mio lavoro, pieno di soddisfazioni per la mia creatività, anche riconosciuta, incontro gente di ogni genere; alle volte con pregiudizi verso il mio, il nostro Sud, pieno di difetti (come ogni luogo del mondo) e pieno di pregi; e altre volte persone innamorate di quel luogo. La cosa che fa più male però è quando un conterraneo parla male della propria terra (forse così ci si senti meno “terroni”, come ci definiscono al nord), ma io sono orgogliosa di esserlo…mi batto per ogni forma di fanatismo o pregiudizio senza senso…e continuerò a farlo! Carmen

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